giovedì 28 gennaio 2010

Trier in Aarhus

Ieri sera mi hanno comunicato che alla libreria dell'università di Aarhus ci sarebe stata la proiezione di Dancer in the Dark. In inglese con i sottotitoli in danese (cosa inevitabile dato che il dvd era danese). Ci sono andato, non avendo di meglio da fare, anche perchè mi interessava rivedermi questo film.

Il film. Dal punto di vista registico ci sono tantissime tracce del Dogma, anche se Trier se ne distacca in parte. La telecamera rimane a spalla, la maggior parte del suono è in presa diretta. Una via di mezzo interessante che però, a mio modesto parere, non funziona benissimo. Ci sono alcune scene coreografiche un po' forzate, non eccelse, soprattutto se paragonate alla musica.
La musica invece è stupenda, Bjork ha scritto dei pezzi estremamente emotivi che rientrano benissimo nell'atmosfera della storia ed esaltano il suo personaggio.
Gli attori, a mio avviso, sanno il fatto loro. Bjork si rivela un'ottima attrice, riuscendo in un ruolo tutt'altro che facile. La Denevue come al solito impeccabile. David Morse, il poliziotto, non è un grandissimo attore, però riesce bene nella parte dello stronzo. Peter Stormare è fantastico, come al solito. Pur non avendo tantissime battute il suo personaggio viene fuori mostrando tutto cio che ha dentro.
La storia. Stupenda e terribile allo stesso tempo. Trier conduce lo spettatore nella periferia americana degli anni '60 raccontandoci l'Ingiustizia. Uno di quei film che ti fanno odiare l'umanità dal profondo. Esci dal film e stai male, ma è una sofferenza per niente gratuita, come in ogni film del regista danese. Da un po' di tempo, soprattutto dopo la visione di Antichrist, penso che Trier (non sempre) voglia condurre lo spettatore in luoghi che qualsiasi persona sana di mente tenderebbe ad evitare e che non hanno fine. Però è proprio grazie a questi luoghi che riesci a riflettere su certi temi. Certo, non è piacevole, la sofferenza, ma ti fa crescere. Certo, sarebbe meglio se fosse evitabile, ma esiste, purtroppo.
Capisco chi evita o eviterà i film di Trier. Non a tutti piace vedere qualcosa di così terribile, ma io non farò così. Continuerò ad andare al cinema a vedere i suoi film, anche se mi distruggono.

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